Quinto potere.

Ne faceva di tutti i colori, da mattina a sera. Non se ne stava zitta un momento. A volte cantava, suonava, protestava, ma per la maggior parte del tempo distraeva. Da quando siamo stati invasi dal digitale extra terrestre s’è fatta muta e fa una strana luce bianco nera riverberante. Con certi dischi la faccio rockeggiare, con altri mi fa da cinematografo. C’è chi entrando in casa mia la chiama ancora tv.

Pubblicato in Suggestioni | Lascia un commento

Considero Valore di Erri De Luca

Considero valore ogni forma di vita,
la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale,
l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere ad un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare
e l’ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Pubblicato in Poesia | Lascia un commento

XV° Sonetto

Quando penso che tutto ciò che nasce
Resta perfetto un solo breve istante,
E questa scena immensa offre solo fantasmi
Su cui le stelle calano il loro arcano influsso.
Quando vedo crescere gli uomini come le piante,
Favoriti o contrastati dallo stesso cielo,
E vantarsi in gioventù e al culmine decrescere,
Cancellando dalla memoria l’orgogliosa primavera,
Allora nel sogno di questa vita precaria,
Ti mostri ai miei occhi di gioventù vestito,
Mentre il tempo e la morte cospirano il tuo fresco giorno.
Allora per amor tuo lotto col tempo
E come esso ti lacera, io ti risemino ancora.

William Shakespeare

Pubblicato in Poesia | Lascia un commento

Il cuore che ride (The Laughing Heart)

La tua vita è la tua vita, non lasciare che sia bastonata fino all’umidiccia sottomissione, stai in guardia. Ci sono vie d’uscita. C’è luce da qualche parte, può non essere molta luce, ma sconfigge la tenebra. Stai in guardia, gli dei ti offriranno delle occasioni. Riconoscile, prendile. Non puoi sconfiggere la morte, ma puoi sconfiggere la morte nella vita qualche volta, e quanto più spesso tu impari a farlo, tanta più luce ci sarà. La tua vita è la tua vita, sappilo mentre ce l’hai. Sei meraviglioso, gli dei aspettano di compiacersi in te.

C. Bukowski

Pubblicato in Poesia | Lascia un commento

La tigre e la neve di Benigni.

Su su… svelti eh, svelti, veloci… Piano, con calma. Non v’affrettate, eh. Poi non scrivete subito poesie d’amore, eh! Che sono le più difficili aspettate almeno almeno un’ottantina d’anni eh… Scrivetele su un altro argomento, che ne so su… su… il mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un’altra, eh? Avete capito? La poesia non è fuori, è dentro! Cos’è la poesia? Non chiedermelo più, guardati nello specchio: la poesia sei tu! E vestitele bene le poesie! Cercate bene le parole! Dovete sceglierle! A volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola! Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere! Da Adamo ed Eva: lo sapete Eva quanto c’ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa… Ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre! Innammoratevi! Se non vi innammorate è tutto morto! Morto, tutto è… Vi dovete innammorare e diventa tutto vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia! Sperperate l’allegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza! Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato! Questo è quello che dovete fare! Non son riuscito a leggerli! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia. E se il pezzo non vi viene da questa posizione, da questa, da così, beh… buttatevi in terra! Mettetevi così! Eccolo qua… Oh! È da distesi che si vede il cielo! Guarda che bellezza, perché non mi ci sono messo prima!? Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono! Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola… “muro”! “Muro” non ti dà retta… non usatela più per 8 anni, così impara! “Che è questo? Boh! Non lo so!” Questa è la bellezza! Come quei versi là, che voglio che rimangano scritti lì per sempre!… Forza cancellate tutto.

(Attilio)

Pubblicato in Cinema Citazioni | Lascia un commento

Dedicato di Loredana Bertè

Ai suonatori un pò sballati
ai balordi come me
a chi non sono mai piaciuta
a chi non ho incontrato
chissà mai perché?
ai dimenticati
ai play-boy finiti
e anche per me.
A chi si guarda nello specchio
e da tempo non si vede più
a chi non ha uno specchio
e comunque non per questo
non ce la fa più
a chi ha lavorato
a chi è stato troppo solo
e va sempre più giù.
A chi ha cercato la maniera
e non l’ha trovata mai
alla faccia che ho stasera
dedicato a chi ha paura
e a chi sta nei guai
dedicato ai cattivi
che poi così cattivi
non sono mai.
Per chi ti vuole una volta sola
e poi non ti cerca più
dedicato a chi capisce
quando il gioco finisce
e non si butta giù
ai miei pensieri,
a come ero ieri
e anche per me.
E questo schifo di canzone
non può mica finire qui
manca giusto un’emozione
dedicato all’amore
lascia che sia così
ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me.
Ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me.

Testo di Ivano Fossati

Pubblicato in Testi Canzoni | Lascia un commento

Dopo le feste

E quando tutti se ne andavano
e restavamo in due
tra bicchieri vuoti e portacenere sporchi,
com’era bello sapere che eri lì
come una corrente che ristagna,
sola con me sull’orlo della notte,
e che duravi, eri più che il tempo,
eri quella che non se ne andava
perché uno stesso cuscino
e uno stesso tepore
ci avrebbero chiamati di nuovo
a svegliare il nuovo giorno,
insieme, ridendo, spettinati.

Julio Cortazàr

Pubblicato in Poesia | Lascia un commento

I giusti di Jorge Luis Borges

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Pubblicato in Poesia | 1 commento

Ciò che per me significa “fare” (legge Renzo Piano, architetto)

Il fare è alla base di tutto.
1. Il verbo fare: fare, costruire, è la più antica scommessa dell’uomo insieme allo scoprire, al navigare, al coltivare i campi.
2. Fare bene: per fare bene bisogna capire e ascoltare. È un’arte complessa e difficile perché spesso le voci di quelli che hanno più cose da dire sono discrete e sottili.
3. Fare per gli altri: bisogna sempre ricordare che fare architettura significa costruire edifici per la gente; università, musei, scuole, sale per concerti: sono tutti luoghi che diventano avamposti contro l’imbarbarimento, sono luoghi di cultura, luoghi per fare arte.
4. Fare con attenzione: perché la terra ci ha ormai avvisato della propria fragilità. Per questo non credo nell’energia nucleare e credo invece fermamente nelle energie rinnovabili. L’Italia non ha giacimenti di uranio, ma molto sole e tanto vento.
5. Fare bellezza o almeno provarci: la bellezza è imprendibile, se allunghi la mano ti scappa ma se la definisci, come facevano i greci, il bello ed il buono che stanno insieme, allora tutto diventa possibile. La bellezza e l’utilità messe assieme vincono il formalismo.
6. Fare silenzio: cioè costruire emozioni; talvolta l’architettura cerca il silenzio e il vuoto in cui la nostra coscienza si possa ritrovare. Il silenzio è come il buio, bisogna avere il coraggio di guardarlo e poi pian piano si cominciano a vedere i contorni delle cose.
7. Lasciar fare: lasciar fare ai giovani, mettersi un po’ da parte (nel mio studio lavorano ogni anno 20 studenti provenienti da tutto il mondo). Bisogna valorizzare il talento. Bisogna che la politica faccia i concorsi. Ci sono tantissimi giovani talenti che non hanno nulla da fare. Oggi un architetto in Italia ha poche possibilità prima dei 50 anni, c’è una interna generazione che è stata tradita. La politica teme il talento perché il talento ti regala la libertà e la forza di ribellarti.
E, tra restare o andare via, secondo me i giovani devono partire, andare via, ma per curiosità, non per disperazione. E poi tornare. I giovani devono andare per capire se stessi. Noi italiani siamo come dei nani sulle spalle di un gigante e questo gigante è la cultura: è un capitale enorme, è la nostra italianità e per questa italianità c’è sempre un posto a tavola per tutto il resto del mondo.

Pubblicato in TV | Lascia un commento

ROBERTO SAVIANO RACCONTA IL CASO WELBY

Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio … è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c’è pietà.

Pubblicato in TV, Video | Lascia un commento